Erotismo di coppia che significa fare sesso

erotismo di coppia che significa fare sesso

Si presento' lamentandosi di esser frigida e di provare un senso di depressione ed infelicita' opprimente. Nell'arco di sedute fra pianti e silenzi piu' o meno astiosi, venne fuori un quadro molto meno iddilliaco e rassicurante, che rendeva ben conto degli stati d'animo di Anna e della sua "frigidita'".

Il suo "ragazzo" aveva ben 16 anni piu' di lei e frequentava da sempre la sua casa come amico del padre. Intorno ai 13 anni Anna inizio' a manifestare qualche lieve poblema alla colonna vertebrale e questi, che era un professore di educazione fisica, comincio' ad insegnarle qualche esercizio per irrobustire i muscoli della schiena.

A poco a poco si convinse che questo era l'uomo della sua vita, che lo amava, che si sarebbero sposati. Fissare la data del matrimonio fu troppo e il peso da sopportare eccessivo, qualcosa dentro di lei comincio' a scricchiolare.

Per prima cosa bisogna sgombrare il campo da cose dette e ridette ma sempre attuali: Fra la donna madre e moglie, a cui l'esercizio della sessualia' era riconosciuto ai fini procreativi e la donna che puo' liberamente manifestare la propria sessualita', c'e' ancora di mezzo una "donna puttana" di troppo.

Ancora oggi, molti ragazzi che mi capita di vedere in consulenza sono spaventati da una ragazza che si concede subito. Per non parlare del rischio di gravidanza Quindi la donna che aspetta di sentirsi innamorata piu' o meno inconsapevolmente puo' aver interiorizzato le istanze culturali e sociali di condanna e aspettare di sentirsi "autorizzata" anche dal suo interno.

Premesso cio', nonostante tanti cambiamenti nei costumi e nelle modalita' d'approccio e' l'atmosfera di base che a tutt'oggi la donna respira, l'astinenza cosi' motivata proprio ai giorni d'oggi, potrebbe essere il tentativo da parte della donna di riguadagnare la giusta distanza dall'uomo.

Questo porta a pensare che per la donna, che almeno nella nostra societa', corre pur sempre molto piu' dell'uomo il pericolo che i suoi bisogni possano essere soverchiati da quelli dell'altro, un momento di pausa sia talvolta quanto mai indicato per imparare ad ascoltare e ritrovare il proprio filo, facendone un po' una bussola per meglio orientarsi nei rapporti con l'altro sesso.

L'astinenza quindi in mancanza di un'esperienza soggettiva di innamoramento puo' essere il tentativo di sottrarsi alla frammentazione, a un vuoto che potrebbe farsi dilagante, che puo' arrivare fino a spegnere la sensibilita' del corpo lasciando magari solo rancore e umiliazione.

La condizione di sentirsi innamorata puo' venire identificata con una situazione in cui i suoi bisogni siano tenuti nella giusta considerazione. Naturalmente, tornare sulla scena per cosi' dire, puo' essere un processo piu' o meno lungo e laborioso, in cui non bisognava sottovalutare l'elemento "fortuna" ad esempio l'imbattersi in una persona piu' positiva che un'altra.

Non e' possibile pensare che una persona possa rimanere per anni e anni sola e in astinenza sessuale semplicemente perche' non "trova" da innamorarsi. Se qualcuno ci dice che ha girato tutta la citta' cercando dei pasticcini e non li ha trovati, bisogna cominciare a pensare che sia andato a cercarli nei negozi sbagliati.

Una vita sessule piu' libera offre maggiori opportunita' di incontrare l'amore o e' dispersiva? Si puo' capire facendo l'amore se si ama una persona?

E' possible amare davvero un uomo con il quale non si sia condiviso il piacere? E' possibile non amare chi ci ha travolti sessualmente? L'astinenza di mesi o anni, dopo un periodo di regolare attivita' sessuale, puo' rendere problematica una sua ripresa o puo' offrire vantaggi? Secondo alcuni eccitazione ed orgasmo, per quanto ricercati in coppia, costituiscono un'intensa esperienza solitaria, un dilagare di pulsioni anche aggressive e distruttive dalle quali l'IO e' momentaneamente invaso, destrutturato ed annientato "la piccola morte" secondo i francesi.

In questo senso l'Altro e' soltanto un essere accanto al quale si possa liberamente lasciarsi andare, per poi accanto a lui e attraverso di lui, "ritornare al mondo", risorgere dopo il piacere. In queso contesto si puo' parlare di amore o sono sufficienti l'attrazione fisica ed una conoscenza non necessariamente profonda? Nella sua esperienza di Terapeuta ha riscontrato differenze nel coniugare la dimensione sessuale con quella relazionale ed affettiva tra uomini e donne? Puo' citare ad esempio una sistuazione che sia allo stesso tempo semplice ed esemplificativa?

Tenendo presente quanto detto prima, bisogna poi distinguere fra pseudo-disponibilita' e disponibilita' autentica. Quest'ultima implica la capacita' di saper mantenere la giusta distanza, di cui si parlava, fra conoscenza dei propri bisogni e coscienza di quelli dell'altro, in modo da non soverchiare l'altro, ma neanche da esserne soverchiati ed invasi a nostra volta. Questa forma autentica di disponibilita' puo' permettere alla donna di non perdere il senso dell'esperienza favorendone l'ulteriore maturazione.

Non si tratta quindi di una disponibilita' incondizionata: La sua disponibilita' potra' servire da scandaglio per saggiare quella dell'altro e in questo senso sara' realmente piu' favorita nell'instaurare rapporti d'amore. Piu' il sesso agito sara' invece strumentalizzato da bisogni interni di altra natura e piu' ci si allontana da questa possibilita'.

Nel caso di Claudia la "liberta' sessuale" si consuma in questa seconda dimensione. L'insicurezza nei suoi mezzi seduttivi e nella sua "reale" amabilita', la spinge ad iniziative fuori luogo, per cui gli uomini che la attraggono cacciati, aggrediti e soverchiati dalla sua "disponibilita'", in breve spariscono, lasciandola sempre piu' sola e amareggiata.

L'idea poi di cercare di capire se si ama un uomo facendo l'amore con lui, costituisce in genere un alibi ed una mistificazione di propri bisogni: Se definiamo il vero amore rimanendo all'interno delle formulazioni psicoanalitiche sull'amore, che lo considerano, a cominciare da Freud, come un sentimento che lega due persone tendente all'unione sessuale, dobbiamo dire che il primo tipo di amore, che verrebbe supportato dalle correnti affettive che pero' non porebbero integrarsi con quelle sessuali, rimarrebbe fortemente incompleto e mutilato.

Naturalmente questo non vuol dire che tutti i ragazzi che, ancor oggi, e ce ne sono, chiedono alle ragazze di concedere la classica "prova d'amore" siano tutti "psicoanalisti". Allo stesso modo la sessualita' da sola per quanto travolgente non basta a qualificare un rapporto come rapporto d'amore o ad innescarlo. Certamente l'esperienza di un intenso piacere tende a creare attaccamento e l'attacamento e' una delle dimensioni dell'amore, ma non e' l'unica.

Cio' non toglie pero', che un piacere "travolgente" non possa essere la spia di un rapporto che potrebbe evolvere in questo senso. Mi viene in mente a questo proposito un episodio riferitoci da Pasini durante un seminario. Una collega gli aveva confidato che trovandosi a Firenze ebbe un'avventura durante la quale qualcosa la indusse a fantasticare che l'uomo che stava facendo l'amore con lei fosse proprio il "mostro di Firenze"; come risultato ne ebbe quello che defini' il primo vero orgasmo della sua vita.

Si innamoro' poi questa collega del suo "mostro"? Tutto dipende chiaramente dai motivi che l'hanno indotta o provocata. Esemplificando possiamo, anche se un po' grossolanamente, distinguere fra l'astinenza che e' stata in qualche modo il prodotto di una scelta, anche se al limite illusoria, ma in cui comunque l'IO della persona ha conservato il senso di una propria forza e attivita', dall'astinenza subita che puo' associarsi a sensazioni di debolezza e di impotenza e non intendo sessuale , di costrizione, di rifiuto.

In genere e' piu' facile riemergere dal primo tipo di astinenza magari piu' maturi e reattivi, mentre nel secondo caso e' piu' alto il rischio di scoprirsi poi disfunzionanti. Essendo pero' sostanzialmente uno schema puo' adattarsi altrettanto bene sia ad un rapporto sessuale che avvenga all'interno di un rapporto, sia ad uno dettato dalla semplice attrazione fisica in cui nessuno vieta ad una persona, che sappia abbandonarsi senza timori di smarrirsi, di vivere il tipo di esperienza descritta.

Certamente e' difficile pero' sottrarsi all'impressione, sostenuta anche dai resoconti delle persone, che un rapporto d'amore ed una conoscenza piu' profonda, pur nella comprensibile variabilita' delle situazioni, rendano in genere questo tipo di esperienza piu' facile, appagante e completa nelle sue varie dimensioni.

Puo' citare ad esempio una situazione che sia allo stesso tempo semplice ed esemplificativa? Una prima differenza la introduce il fatto che, mentre come abbiamo visto l'esperienza del sesso per il sesso e' problematizzata nella donna da retaggi di ogni tipo, nell'uomo questo e' considerato un comportamento naturale, interiorizzato da sempre.

Ci sono poi differenze marcate nell'eta' adolescenziale. Il ragazzo ha bisogno di conferme che riguardano soprattutto la sua identita' sessuale. L'ideale e' il classico Don Giovanni. La ragazza cerca invece l'amore, il legame affettivo, vive il fascino della seduzione, trae conferma dal fatto di piacere, dall'essere corteggiata da molti ragazzi, a livello piu' profondo si identifica con la madre e l'oggetto della sua rassicurazione e' il vedere che riesce attraverso la seduzione, a farsi scegliere dall'uomo-padre.

Anche l'aspetto puramente sessuale tende ad unificarsi. La donna diventa in qualche modo piu' disponibile ai rapporti sessuali e l'uomo, se tutto e' andato bene, ha molto meno necessita' di mettersi alla prova. Da entrambi viene posto come un problema di maturita', pur con differenze di ceti, cultura etc. Questo quadro che ho tracciato emerge in modo tipico quando si crea una disfunzione. Giorgio evita di penetrare la sua ragazza perche' sa che non ce la farebbe.

Si limita al petting, comprendente la masturbazione reciproca. Tipicamente quindi la ragazza pone l'accento sul non essere considerata e desiderata, Giorgo sul non funzionare come si "dovrebbe" e alle "prove" che potrebbe fare per rassicurarsi. Sogni di essere una mangiatrice di uomini, mentre nella realtà sei fedelissima? I sogni azzerano tabù e blocchi mentali. E sognare di fare l'amore, inoltre, permette di individuare alcuni di questi blocchi e, addirittura, di liberarsene. Questi sogni non sono sintomo di disturbi , al contrario: Se i tuoi sogni traducono desideri carnali o sessuali repressi, dei quali non sei responsabile, non devono in nessun caso essere confusi con la realtà.

Anzi, fare sogni erotici è liberatorio e sano! È un modo per migliorare la propria quotidianità e soprattutto la propria sfera sentimentale e sessuale. Prima di tutto, gli psicoanalisti distinguono due tipi di sogni erotici: A questo va aggiunto, poi, il vissuto di ciascuno , la sua situazione di coppia e, più in generale, il suo rapporto con la società.

Ci sono, poi, altri simboli universali: Vediamo alcuni simboli ricorrenti. Sogni di fare sesso in acqua o in barca? Nei sogni, durante i rapporti sessuali, hai sempre i capelli raccolti? Significa che la tua sessualità ti spaventa.

Se, al contrario, hai i capelli sciolti, anche la tua sessualità è senza restrizioni!

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7 nov Neppure sognare di fare l'amore e non aver voglia di fare sesso con il proprio «Tranquille: i sogni erotici non mettono in crisi nessuna coppia: anzi! Certo che brutta cosa entrare nelle categorie delle fantasie erotiche. Quanto piu' l'amore verso l'altro e la conoscenza di scoprire, per fare di ogni atto sessuale cosi' di forza che permetta alla coppia di affrontare. 3 mag Trasgressione nel sesso: cosa significa e quali sono le fantasie Il mio punto di vista è che la trasgressione finisce nel momento in cui orale, specifiche posizioni), voyerismo e scambio di coppia, mentre la donna è più aperta ai rapporti di tipo omosessuale, situazionali (farlo in bagno, in ascensore, ecc.).

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